Storie

Correre come antidoto al narcisismo

Correre è mettersi in difficoltà, smarrirsi, provare ciò che ogni giorno provano appunto tutti gli altri animali: la meraviglia e il pericolo di esistere.

Il pericolo, sì: ciascun animale vive costantemente in bilico, esposto all’imprevedibilità delle forze naturali, eppure è l’essere umano l’unico ossessionato dall’idea della conservazione, dell’eternità.

Che è poi l’ossessione dell’io.

Io devo esserci il più a lungo possibile; se non ci sono più io non c’è più il mondo. Io, io, io.

Ma correre aiuta a svincolarsi dall’ossessione dell’io.

Correre ci ridimensiona.
Sia nel senso che assesta salutari sforbiciate a ogni eventuale tentazione narcisistica, sia perché ci ricolloca nella nostra posizione di animali tra altri animali.

(Tratto dal libro Runningsofia. Filosofia della corsa di Claudio Bagnasco, fondatore di Bed&Runfast.)