Storie

Correre insegna a fallire

Correre, in altre parole, ci insegna anche a perdere.

Ci insegna cioè che si può preparare una gara per mesi – allenandosi, alimentandosi e riposando con scrupolo – e poi, per quanto alla partenza ci si senta nella migliore condizione psicofisica, fallire.

E fallire è istruttivo per più di una ragione.

Perché, nuovamente, tiene a freno ogni ipotesi di slancio superomistico; inoltre perché ogni fallimento lascia una sensazione malinconica, la cui causa non va cercata nella delusione che patiamo o che temiamo di dare a chi avrebbe scommesso su una nostra riuscita.

Il fallimento evoca, più o meno apertamente, quel buio senza nome che ci precede e segue.

Il fallimento nega al pieno della vita di imporsi in maniera definitiva sul vuoto.

Il fallimento proviene da quel vuoto, e quel vuoto proviene dalla morte.

(Tratto dal libro Runningsofia. Filosofia della corsa di Claudio Bagnasco, fondatore di Bed&Runfast.)